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CuriositÓ idrauliche

12000 anni di storia sott'acqua

Le dighe costruite per garantire la produzione di energia elettrica sono senza dubbio opere volte a migliorare le condizioni di vita dell’uomo. Il loro impatto ambientale è spesso notevolmente minore quello delle centrali termoelettriche e non di rado i laghi che esse creano finiscono per integrarsi con l’ambiente circostante. Chi ormai potrebbe immaginare le Alpi senza la miriade di laghi e laghetti, spesso originati da una diga? Ci sono casi, però, in cui un lago artificiale potrebbe di distruggere per sempre un territorio.

E’ proprio quello che rischia di accadere nella Turchia sud orientale, dove una diga dovrebbe sbarrare il corso del Tigri, originando così un lago artificiale. Peccato che, proprio nell’area dove dovrebbe sorgere il lago, si trovino le vestigia di 12000 anni di storia umana. Le grotte della vallata, infatti, hanno ospitato alcuni tra i più antichi insediamenti umani della Turchia e sono tutt’ora in corso di studio da parte di numerose spedizioni universitarie perché si ascrivono al periodo cruciale del passaggio all’agricoltura. Anche le epoche successive sono ben documentate nella valle, contesa nel corso dei secoli da Sassanidi, Bizantini, Arabi, Curdi, Iranici e, infine, Ottomani. Proprio al centro del Tigri si possono ancora ammirare le vestigia di un ponte medioevale, mentre la vicina moschea è considerata uno dei più splendidi esempi di arte persiana in terra turca.

Nonostante queste ricchezze, è dal 1954 che si elaborano progetti per la costruzione della diga. Nel 1999 la diga sembrava orami una realtà, ma le numerose proteste da parte di eminenti studiosi e personalità culturali sono riuscite a fermala e la valle sembrava destinata ad uno sviluppo di tipo turistico. Ora, invece, la crescente richiesta di energia del paese ha riportato in auge il progetto della diga. La cultura turca si sta nuovamente mobilitando per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’enorme patrimonio che andrebbe perso. Patrimonio che, proprio per la sua natura eterogenea, risulta quasi impossibile da salvare (impensabile uno spostamento dei monumenti come avvenuto per alcuni templi egiziani). Quale sarà alla fine la decisione, impossibile saperlo. Si tratta però di un caso esemplare dello scontro tra due esigenze contrapposte, una pratica ed una culturale, sempre più frequente in questi anni.

Giorni e orari di apertura

Aperto dal 1 aprile al 30 novembre, da venerdì a domenica dalle 15:00 alle 18:00

Per informazioni: 0323.89622

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